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India, l'appello del Cardinale Bagnasco: “Chiediamo
rispetto e libertà religiosa”

CITTA’ DEL
VATICANO - ''Vorremmo che la fede di tutti e le scelte
religiose di tutti fossero viste con rispetto e accolte
con rispetto profondo da parte di tutti e di ciascuno'':
e' questo, secondo il presidente della Cei, Cardinale
Angelo Bagnasco (nella foto), il senso della
giornata di preghiera e digiuno proclamata quest'oggi in
Italia in segno di solidarieta' con i cristiani
dell'India, dopo le violenze anticristiane che si sono
scatenate nello stato di Orissa. ''Vogliamo esprimere la
solidarieta' piu' profonda, piu' cristiana ai nostri
confratelli nella fede che stanno soffrendo in modo
particolare proprio per la fede, per la fedelta' a Cristo
e alla Chiesa'', ha detto Bagnasco alla Radio Vaticana. Il
martirio, ha aggiunto il Cardinale, ''non e' un elemento
accessorio, ma costitutivo'' della fede cristiana, ''che
puo' suscitare, come in tutte le epoche ha suscitato e
suscitera', una presa di posizione o di accoglienza, di
simpatia e quindi abbraccio della fede, nella liberta' di
tutti e di ciascuno. Oppure l'indifferenza, il rifiuto, la
repulsione e l'opposizione, a volte purtroppo anche
violenta ai nostri giorni''. ''Non ci scandalizziamo, non
ci sorprendiamo piu' di tanto della esistenza della
persecuzione nel mondo'', ha affermato Bagnasco, ''ma
dall'altra ne soffriamo profondamente perche' vorremmo
proprio che la fede di tutti e le scelte religiose di
tutti fossero viste con rispetto e accolte con rispetto
profondo da parte di tutti e di ciascuno''. Sempre alla
Radio Vaticana, il portavoce della Conferenza episcopale
indiana (Cbci), padre Joseph Babu, ha detto che i
cristiani dell'India sono ''profondamente riconoscenti
alla Chiesa italiana per la solidarieta' dimostrataci nel
dedicare una giornata di preghiera''
Da Petrus: www.papanews.it/
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