Ritornate a
me con tutto il
cuore,
con digiuni,
pianti e lamenti
(Gl 1,12)
La vita
umana è un gran
ritorno
a Colui che ha
creato ogni
essere.
È la buona
notizia che il
peccatore
non è condannato
a vagare come
Caino,
errante, per le
strade del
mondo,
solo e senza una
meta sicura.
L’uomo ha
peccato
interrompendo
il flusso vitale
dell’amore che
fa vivere.
Da allora non ha
cessato di
divorare
cibi che non
nutrono, a
scavare
cisterne
screpolate,
senza acqua.
Ora è infelice,
insoddisfatto,
infuriato.
Taglia, oggi,
alla radice, il
male,
non alimentare
più la sua fonte
amara.
Digiuna con la
mente e il
cuore, uscendo
dai sogni
ingannevoli,
fatti ad occhi
aperti.
Chiudi gli occhi
per non vedere
l’attrazione che
seduce e
ammalia;
non difendere,
accanito, i tuoi
diritti
che cantano e
proclamano la
tua giustizia
e nascondono la
brama
dell’avere.
Non consumare il
tempo solo per
te,
né le tue
ricchezze, né le
virtù
ma offri tutto
te stesso in
cambio
dell’amore
donato ai
fratelli.
Digiuna di
cultura, di
bellezza
e di eleganza
effimere;
non riferirti
più a modelli di
vita
scadenti, solo
perché lo fanno
tutti.
Lavoro, soldi,
guadagno;
stima, affetto e
considerazione,
forza,
equilibrio e
prestanza:
tutte cose che
non nutrono la
vita.
Mangia la verità
fatta carne, la
parola
fatta persona,
il corpo
dell’agnello
immolato,
obbediente fino
alla morte
che porta in sé
il nuovo senso
delle cose.
Vero cibo che
nutre ogni
speranza,
che fa’ uscire
dalle incertezze
e stabilisce il
cuore dell’uomo
nel centro
dell’amore
divino.
Allora il mondo
si colora di
eternità,
la giustizia
produce
fratellanza,
la conoscenza di
Dio cultura di
pace
e la bellezza
fa’ splendere di
luce
il tuo volto, un
tempo oscurato
dal male.
Dio è bello
perché è santo,
giusto
e santificatore
in mezzo al
mondo
e attendi la
luce della
Pasqua vicina.
padrebenedetto
25, ii, 2009
Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, pianti e lamenti
(Gl 1,12)
La vita umana è un gran ritorno
a Colui che ha creato ogni essere.
È la buona notizia che il peccatore
non è condannato a vagare come Caino,
errante, per le strade del mondo,
solo e senza una meta sicura.
L’uomo ha peccato interrompendo
il flusso vitale dell’amore che fa vivere.
Da allora non ha cessato di divorare
cibi che non nutrono, a scavare
cisterne screpolate, senza acqua.
Ora è infelice, insoddisfatto, infuriato.
Taglia, oggi, alla radice, il male,
non alimentare più la sua fonte amara.
Digiuna con la mente e il cuore, uscendo
dai sogni ingannevoli, fatti ad occhi aperti.
Chiudi gli occhi per non vedere
l’attrazione che seduce e ammalia;
non difendere, accanito, i tuoi diritti
che cantano e proclamano la tua giustizia
e nascondono la brama dell’avere.
Non consumare il tempo solo per te,
né le tue ricchezze, né le virtù
ma offri tutto te stesso in cambio
dell’amore donato ai fratelli.
Digiuna di cultura, di bellezza
e di eleganza effimere;
non riferirti più a modelli di vita
scadenti, solo perché lo fanno tutti.
Lavoro, soldi, guadagno;
stima, affetto e considerazione,
forza, equilibrio e prestanza:
tutte cose che non nutrono la vita.
Mangia la verità fatta carne, la parola
fatta persona, il corpo dell’agnello
immolato, obbediente fino alla morte
che porta in sé il nuovo senso delle cose.
Vero cibo che nutre ogni speranza,
che fa’ uscire dalle incertezze
e stabilisce il cuore dell’uomo
nel centro dell’amore divino.
Allora il mondo si colora di eternità,
la giustizia produce fratellanza,
la conoscenza di Dio cultura di pace
e la bellezza fa’ splendere di luce
il tuo volto, un tempo oscurato dal male.
Dio è bello perché è santo, giusto
e santificatore in mezzo al mondo
e attendi la luce della Pasqua vicina.
padrebenedetto 25, ii, 2009