Templari di San Bernardo
Congregazione laicale cattolico-cavalleresca di ispirazione templare
 
 
 
  Poesie domenicali di P. Benedetto
 

VENERDI SANTO

IL FRUTTO
 

Volgeranno lo sguardo
a colui che hanno trafitto.
(Gv 19,37)


La contemplazione del mistero
dell’amore consumato sulla croce
commuove anche il cuore più recidivo
perché Dio soffre da uomo.

Nessuno ha mai detto che Croce
vuol dire Grazia, morte significa vita,
l’appeso al legno non è il maledetto
e l’uomo del patire è il Dio con noi.

Il Venerdì santo mi può ingenerare
compassione e pietà ma non mi basta:
quanti crocifissi nel mondo, quanti
crimini e assassini di poveri cristi.

Gesù è il dolore fatto carne,
è la morte divenuta legge solo per lui,
per non sterminare più l’umanità indifesa,
condannata ad essere in balia del Male.

Questo Venerdì di croce è per me,
giorno che scavalca i secoli e si fa presente
oggi alla mia vita per sperimentare
che Gesù entra nella mia morte.

Il Crocifisso mi cerca nella prostrazione
in cui io mi trovo perché solo
e senza misericordia, malato di morte
e senza futuro perché sono perdente.

La Croce è la buona notizia della morte
sconfitta dall’amore fatto carne
che irrompe nel mio essere, nel mio tempo,
nella mia storia di ora, perché io viva.

Gesù muore adesso per me per togliermi
la spina atroce dell’angoscia
e incominci a vivere liberato dalla paura
e proiettato verso l’eternità.

Ma allora non è più come prima:
posso finalmente ricompormi
per vivere da vivo, lanciato
verso l'immortalità!

Non occorre più che mi difenda,
che m’affatichi a cercare sicurezze,
a ipotecare il futuro per una vecchiaia
sicura e protetta.. fino a quando poi.

Posso vivere solo per annunciare
la meraviglia nuova che la morte
è sconfitta dalla vittoria dell’umiliato
che rende incorruttibile il mortale.

Gesù morto è già risorto
perché ha tolto l’infamia
dal cuore di ogni uomo
destinato a non morire più.

padrebenedetto 22, iv, 2011


Scudetto della Congregazione T.S.B.

 

 
   

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